Mario Vargas Llosa

Le finzioni esistono per questo e grazie a questo. Perché abbiamo una sola vita e i nostri desideri e fantasie esigono di averne mille. Perché l’abisso tra quello che siamo e quello che vorremmo essere doveva essere riempito in qualche modo. Per quello sono nate le finzioni: affinché, in quel modo surrogato, temporaneo, precario e contemporaneamente appassionato e affascinante, come è la vita nella quale ci trasportano, incorporiamo l’impossibile al possibile, e affinché la nostra esistenza sia contemporaneamente realtà e irrealtà, storia e favola, vita concreta e avventura meravigliosa.

Basta che una finzione sia riuscita e immerga i lettori nell’illusione affinché questo miracolo si produca. Che Lamartine lo notasse solo ne I Miserabili era un modo di riconoscere in questo romanzo un’impresa maggiore una creazione che per il suo irresistibile potere di persuasione, poteva attraverso i lettori eccitati dalle sue pagine, trasformarsi in una forza dirompente della società come quella che, nel giugno 1848, disfacendo le strade di Parigi per armare barricate, mise fine alla sua leadership politica. Le paure di Alphonse de Lamartine faranno ora sorridere molti.

Chi crede più, ai giorni nostri, che un gran romanzo possa sovvertire l’ordine sociale? Nella società aperta del nostro tempo ha attecchito un’idea del romanzo in particolare, e della letteratura in generale, come una forma (se si vuole, superiore) di intrattenimento e di divertimento, una occupazione che arricchisce la sensibilità, stimola l’immaginazione, ma, soprattutto, fa passare un buon momento ai lettori, che li compensa della noiosa routine e delle meschine preoccupazioni quotidiane. Poiché non c’è modo di provare in termini pratici che le più notevoli opere maestre, dalle tragedie di Shakespeare fino ai romanzi di Faulkner, passando per il Don Chisciotte o Guerra e pace, abbiano provocato il minimo disordine politico e sociale, questa idea della letteratura come un’attività divertente e inoffensiva ha finito per ottenere un generalizzato consenso nelle società aperte del nostro tempo.